Dal Consiglio Comunale al dibattito pubblico: perché serve un confronto critico sul progetto “ReArm Europe”

Durante l’ultimo consiglio comunale di Aprile, il nostro gruppo consiliare ha presentato una mozione simbolica di contrarietà al progetto di riarmo europeo denominato “ReArm Europe”, poi approvata grazie ad alcuni voti favorevoli provenienti dalla maggioranza di governo.
L’ipotesi aveva destato la nostra preoccupazione già dai primi annunci di Marzo: non solo per la quantità di risorse pubbliche e private che prevede di smuovere verso il rinforzo degli apparati nazionali della difesa – le prime, con modalità che rendono questa spesa del tutto competitiva con gli investimenti sociali dei singoli stati; le seconde, con un non ben definito progetto di mobilitazione delle finanze contenute anche nel più piccolo conto corrente – ma soprattutto per i toni che hanno caratterizzato la retorica dei suoi promotori, densa di immagini belliciste ed allarmiste.
La Risoluzione sulla difesa europea, votata dal Parlamento UE il 12 Marzo, contiene espressioni stranianti:
“L’UE è attualmente sotto attacco …” (A); “… la Russia, sostenuta dai suoi alleati, tra cui Bielorussia, Cina, Corea del Nord e Iran, rappresenta la minaccia diretta e indiretta più significativa per la UE e la sua sicurezza …” (5); “… l’UE […] deve prevenire ulteriori crisi e coordinare insieme ai suoi stati membri risposte congiunte simili a quelle utilizzate in tempo di guerra” (12); “… la capacità di dispiegamento rapido […] dovrebbe essere potenziata per poter affrontare le evenienze militari più estreme; …” (39).
Dichiarazioni che abbandonano totalmente il riferimento alla diplomazia e alla pace, prefigurando in modo molto esplicito una necessaria militarizzazione della società che, per forza di cose, richiederebbe un cambio di prospettiva culturale da parte degli stessi cittadini.
Nel segno dell’abitudine e dell’assuefazione alla guerra.
In questo senso l’Italia si sta già dando da fare. Il recente Programma di Comunicazione del Ministero della Difesa prevede – verrebbe da dire, letteralmente – il bombardamento della nostra cultura di massa con immagini e retoriche provenienti dal mondo militare, sulla cui neutralità ed oggettività si potrebbe senz’altro discutere. Perlomeno si accenna ad iniziative propagandistiche meno imbarazzanti dell’ormai nota campagna promozionale sulla “Borsa di Resilienza”, a cura – tra risatine e gridolini – della commissaria europea per la gestione delle crisi, Hadja Lahbib. Magra consolazione.
Per la nostra formazione, tradizione, educazione, riteniamo che questa prospettiva vada respinta con ogni sforzo possibile.
Abbiamo preparato e documentato la nostra mozione come contributo critico al dibattito pubblico locale, cercando di evidenziare le fragilità democratiche, economico-finanziarie, industriali, ed etiche sollevate da un ipotetico processo di effettivo riarmo europeo.
Siamo contenti che all’interno del Consiglio Comunale sia stata compresa l’importanza dell’argomento, ma non basta. Crediamo che la nostra cittadinanza debba avere accesso ad un momento più completo di discussione, utile per chiarire eventuali dubbi ed avviare un percorso di vera consapevolezza.
Per questo abbiamo organizzato un confronto pubblico tra due personalità di altissimo livello culturale: Marco Mascia, professore all’Università di Padova ed esperto di diritti umani, uno dei professionisti più vocali e impegnati nell’ambito della tutela degli ideali di pace, decisamente critico verso le attuali scelte europee; e Giorgio Tonini, già senatore e vice-presidente della Commissione Esteri, portatore invece di una prospettiva tendenzialmente aperta rispetto all’ipotesi di riarmo. L’auspicio è che il dibattito tra queste due figure possa comporre un quadro a tutto tondo.
L’appuntamento è per la serata di venerdì 27 Giugno, ore 21.00, in Casa delle Associazioni.
Vi aspettiamo numerosi!
Damiano Marcolongo, cittadino di Maserà di Padova




